I passi guardano il breccio
il margine erboso si volta a guardare
chi passa...
nessun rumore molesto
solo il suono della vita
accompagna chi cammina in cerca
del nuovo.
Presto l'aria fresca bagnerà
il mio capo
del profumo della macchia
il sole lascerà una striscia arancio
in mezzo al cielo
nascondendo il suo tramonto dietro una nube
bassa
e azzurra.
Cosa puoi chiedere ancora...
al mondo ?
Un rocco, ed un albero di fichi
che s'offre sulla strada,
per te.
Senza prezzo.
Senza parole.
Cri cri...
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20 agosto 2009
23 febbraio 2008
so long...
Vi sono mancato ? no ? poco male.
Anche se i miei auguri di buon anno non sembrano aver commosso folle oceaniche sono certo che hanno avuto un affetto positivo sulla vostra vita. La mia è un po' cambiata effettivamente da quando sono rientrato dall'Austria. Anzitutto ho quasi fissato la data del mio matrimonio, sul quale calo un segreto impenetrabile per non rovinare la sorpresa a nessuno ;-) Ovviamente anche lei è daccordo ;-) è stata dura ma alla fine almeno questo lo abbiamo stabilito. Manca il resto. Ma si farà.
Mi sono preso un simpatico raffreddore che finge di scomparire e ricompare ogni due giorni attaccando per lo più la gola, per cui ormai ho tosse cronica nonostante le cure. Aspetto il sole primaverile con impazienza.
In camera mia ormai regna un casino stanziale, motivato dal fatto che ci sto pochissimo e che mi sento da tempo uno straniero qui dentro per cui non mi preoccupo di cercare un posto alle cose, tanto è comunque provvisorio.
La politica non ha più bisogno di me per cui ho deciso che non ho bisogno di lei ;-) In questo periodo concitato sto lontano dalle attività che hanno stimolato la mia voglia di cambiamento nei mesi passati, anche perchè non mi è ben chiaro cosa stanno facendo i vari personaggi che popolano il mondo del centro sinistra italiano, e dove stanno andando. Mi rendo conto però che c'è un evidente decadimento culturale soprattutto tra i giovani che, senza una lira, senza lavoro e senza speranze, dovrebbero essere idealisti alla ennesima potenza, ed invece si rifugiano nel vecchiume più torbido delle abitudini culturali dlla prima repubblica, sgomitando in modo arrivista e sleale pur di procurarsi un posto al sole. Siamo in mano a questa generazione di decerebrati, con nobili eccezioni s'intende (almeno per quegli eletti che frequentano questo luogo ;-)).
Poca musica perfino, perchè i musicisti sono gente inaffidabile, per cui per ora, che ho altro per la testa, sto alla larga da impegni con gruppi improbabili messi su solo per qualche serata a breve, dove nessuno si sopporta e tutti si sentono John Coltrane.
Poche camminate tra i monti, perchè la domenica mi serve per mettere in ordine le idee e pensare al mio futuro a breve, come vi dicevo.
Sto nuotando parecchio però, e mi rendo conto che mi manca il fiato, ma mi fa bene.
Stasera però mi concedo un po' di follia, vado a sentire Après la classe al Cube, con gli amici (ex) comunisti. Ci vuole. Mi spiace solo per gli amici di sempre, ormai alle prese con fidanzata, pizza, amici col bicchiere in mano fuori dal bar, oppure figli, moglie possessiva, il compleanno del cognato ed altre amenità. E' evidente che sono diversi da me, e che la mi malattia non mi lascerà mai, dato che a questa età avrei già dovuto essere rinsavito e invece niente.
Poco cinema, causa difficoltà logistiche con la migliore compagnia cui posso auspicare, o la gelosia dei ragazzi delle ragazze che mi piacerebbe invitare. Andare al cinema con gli uomini non mi è mai piaciuto, tra di noi si può fare la pizza, la birra, la braciola di maiale nel panino o la frittella con la ricotta forte alla festa dell'Unità, ma il cinema è u'altra cosa. La rassegna a 2 euro al cinema per la pace degli anni scorsi al mio paese, ha lasciato il passo al cinema per la famiglia, con dubbie scelte sulla qualità dei film e lunico vantaggio di essere a buon mercato. Alla faccia della direzione artistica. Le idee non hanno più il successo di una volta, è proprio vero. Vanno molto di più le convenienze, e le opportunità.
E così vi ho detto tutto.
La mia superfilosofia ultimamente non mi suggersice massime da propinarvi a buon mercato per cui vi risparmio da questa tortura per ora. La vita è fatta di momenti diversi, e adesso è l'ora di viverla così, come mi sento, spero che per voi sia lo stesso interessante.
Magari un'altra volta riprenderemo a parlare dei massimi sistemi. Chissà torna il tempo delle idee. Quelle per cui vale la pena battersi.
Scrivere.
Ascoltare.
01 gennaio 2008
Prost neujahr
Ragazzi non sono sicuro ma prometto che imparerò il tedesco, ad ogni modo questa cosa qui sopra vuol dire buon anno! Vi scrivo come promesso da Kitzbuhel, ora mi godo sole e panorama sopra l'Hahnenkamm che domina la Streif. Peccato. La pista di discesa dei campioni è chiusa ai mortali, le parti percorribili sono insignificanti. Niente supera la Val Gardena ancora. Il panorama e la enorme quantità di neve meritano certo la visita però. Sarà ancora più bello d'estate, col lago non giacciato. Come capodanno cmq non posso lamentarmi. Fino a stasera farò tutto quello che posso di bello qui attorno per propiziarmi un anno ad alto gradimento e godimento. Ho ancora qualche cartuccia da sparare... Spero di tornare sano come sono partito (mah!), abbronzato grigio topo come la gran parte degli sciatori, e col sorriso permanente resistente al capo, all'avversa fortuna, alla idiozia e all'arroganza che dovrò certamente tollerare anche in questo 2008. Coltivo la speranza che mi ha infuso il patriottico messaggio del Presidente Napolitano che la creatività e la fantasia italiana mi faccia dimenticare questa immancabile b-side dei miei conterranei. La neve è una grande invenzione ragazzi. E i monti degni compari! Auf wiederseen! ;-)
17 dicembre 2007
Christmas time again
Cosa porta questo Natale di nuovo? Certamente, le domande sono le stesse di un anno fa... mi sono risolto a darmi una risposta tranchant ai miei interrogativi sul consumismo natalizio. Se è vero che c'è sperpero etc. (non ripeterò qui quanto già detto dodici mesi fa) è anche vero che sto diventando ipocondriaco e asociale, e odio fare regali. A tutti. Concentrarmi su qualcuno mi viene meglio, per esempio un compleanno... E poi sto diventando didascalico e moralista pure coi regali. Sarà questo il rovescio della medaglia rispetto a scelte di vita che si potrebbero dire quantomeno asimmetriche rispetto ai più? Può darsi. Di fatto riesco a far felici pochissime persone coi miei regali da filosofo. Forse dovrei cominciare a scegliere davvero a chi far regali e a chi no. È questo il problema del Natale. Non c'è nulla di autentico, di spontaneo. È il momento delle grandi aspettative e delle grandi illusioni, delle crisi di coppia e familiari. Io preferisco la Pasqua. Da ateo, s'intende. Passione e nuova vita. Nei riti della Pasqua c'è molta più umanità, molta aderenza alla vita, molta più onestà. Ma è una lezione utile per me dedicare questo periodo dell'anno a pensare agli altri. Perché pensare ai regali ti costringe a considerare le persone che ti sono vicine, a capire a chi vuoi bene davvero, e perché. Tempo di bilanci. E di grandi promesse, forse. L'unico regalo degno di questo nome, lo confesso, l'ho fatto a me stesso. Ho accarezzato il sogno di scendere dove sono passati tutti i grandi sciatori del passato, da forse quasi sessant'anni... A capodanno scenderò dalla Streiff a Kitzbuhel, nel Tirolo austriaco. Non vedo l'ora. Arrivare fin lì dalla Puglia in treno sarà dura ma neanche troppo. Spero di godermi davvero questi 7 giorni di sci. L'anno nuovo sarà quello delle scelte. Lasciatemi folleggiare un altro pò ;-)
28 novembre 2007
cara amica, il tempo prende il tempo da...
Ho visto un filmato credo da Repubblica TV di un giovane Guccini che canta una delle canzoni che più amo del suo repertorio, Incontro. Era giovane si, nel 1973, ed io avevo appena un anno, e lui già scriveva come avesse avuto l'esperienza di un quarantenne... penso che nella vita arrivano i momenti delle scelte, quei momenti in cui si chiude un tempo, si apre uno spiraglio, ci si affaccia a qualcosa di nuovo, senti il bisogno di far girare la ruota, alla fine essenzialmente per dare un perchè alle cose. Mica lavoro per guadagnare, così come non ho studiato per lavorare, e non ho giocato per svagarmi dallo studio, e non ho suonato per non farmi le canne nei vicoli bui. Nossignore nossignora. Non cerco l'immortalità, cerco solo il motivo per cui sono qui. Io e non un altro, non tu che leggi, ad esempio, che hai un perchè tutto tuo, magari ti ha già trovato magari no, eppure ce n'è uno per tutti: e non è a buon mercato, non si riassume in un motto, non vale per tutte le stagioni, e può essere una summa di momenti, di sensazioni, che hanno un filo rosso che le unisce. Sono anche convinto che non sei tu a trovare il tuo perchè, semmai è vero il contrario: cercare qualcosa spesso vuol mdire essere certi di non trovarla, mentre l'unica maniera di trovare determinate cose è proprio quella di non cercarle (ad esempio trovare l'amore). Ho trovato qualche perchè nel mio brave ma intenso ;-) passato, e solo oggi che comincio a guardare la prospettiva che il mio passato ha prodotto, adesso che mettendo le cose in linea e guardando con un occhio chiuso ed uno aperto quel filo lungo e travagliato ne intravedi una logica, e ti rendi conto che i tuoi perchè sono già lì, si erano presentati, e magari non li avevi riconosciuti, ma nel dubbio li hai messi via, in penombra, perchè ti dicono qualcosa, e ti torneranno utili un giorno.
La somma delle esperienze, le persone amate e conosciute, le passioni, le pulsioni, le esplosioni, i rancori e il fremito che si cela sotto la calma apparente, tutto questo mi parla di quello che sono stato, e mi indica - chiaramente - una via. Non sono sempre così lucido da vederla, nè ho sempre lo stesso coraggio di fermarmi a dubitare, esitare, se prenderla, se esplorare, se azzardare, ma non mi rendo conto che i giochi sono ormai fatti, che i miei gesti si sono compiuti, in un rigido determinismo non potrò fare altro - che - scegliere. Ecco perchè sono qui. Per raccontare, forse, ma anche per scegliere di nuovo, per sdoppiarmi e prendere due scelte insieme. Sarebbe bello.
Questo è uno di quei momenti, sento che devo cambiare tutto per non cambiare niente, imparare tutto per dimenticare tutto (come Bird), ma che potrò liberarmi dal passato che non voglio più solo se compierò questo cambiamento. Tutto il resto attorno sono giorni grigi o luminosi, alibi, pour parler, contorno insalata verde scondita - grazie -, ieri oggi e domani. Ma tutto è iniziato, la scelta è compiuta prima di farsi azione, di diventare consciousness.
Sono certo ? Vado dritto ? Vedo chiaro ? No di certo. Ve ne sarete accorti/e. Ma ho la fortuna di aver già incontrato altre volte questi momenti, che nella vita non devono essere così frequenti. E' dopo il liceo (lavoro o studio ancora ?), è dopo la laurea (lavoro o faccio il bamboccione ?), è dopo aver acquisito una vera professionalità (mi hanno scocciato: me ne vado!) e così via. Ma anche dopo aver sistemato il dilettantismo nel ripostiglio e sentirsi chiamare musicista da quelli forti forti... e sentirsi tremare i polsi al pensiero del bello che avresti potuto creare se solo... E' quando incontri quella giusta, quando la tradisci, quando la lasci, quando ti lascia, quando soffri come un cane e poi come per magia ti innamori (e via la giostra siòri e siòre! giri lunghi e velòcci!).
La vita viene a prenderti quando sei in pantofole e ti dice scendi un attimo ti offro un caffè - ma non torni più a casa.
Fra 10 anni forse rivedrò questi attimi, così come ieri ho rivisto il me stesso (ed il noi) di 10 anni fa, e qualcuno dei visi che so mi racconterà quello che è stato, ed il silenzio delle parole vuote riempirà i perchè, senza risposte, solo lo sguardo indietro, magari la nostalgia, ma, spero, sempre un pizzico di follia per fare un altro salto in avanti. E sì che sono pazzo, io. Che la follia mi accompagni allora!
27 ottobre 2007
tuto sbagliato, tutto darrifàre
...parlava così il grande Bartali, brontolava, quello che non gli piaceva, quando magari a tutti sembrava che fosse stata una gran giornata... a volte è dira rendersi conto di aver sbagliato, 9 su 10 tu sei il cocciuto che si ostina, e pochi amici fidati cercano di farti capire che qualcosa non va, gli altri malignano, a volta pensano (vedi tu!) ma come giuda non parlano nemmeno sotto tortura. A volte, come Bartali, sei tu che vedi quello che altri non riescono a percepire.
Le giornate come queste mi mettono il magone, mi tolgono l'appetito, e la gioia. Forse ho sbagliato tutto. Devo riflettere, ho bisogno di qualcuno che mi ascolti anche se non gli dirò nulla, che stia lì, mi basta. Parlare non mi va. Nemmeno divertirmi. Magari vorrei capire, ma ho paura di non volere nemmeno questo. Se penso a quallo che pensavo di aver costruito, su cui mi ero appoggiato, e vedo vacillare tutto, perdere il significato di ogni cosa, gli oggetti cambiare forma e colore, non so più cosa devo pensare. Non voglio pensare. Voglio essere illuminato.
Sarebbe bello ma... mi tocca pedalare. Questo Giro non è andato forse. Tuttosbagliàto.
Ci devo riprovare.
Tuttodarrifàre.
23 ottobre 2007
coronavirus
Nei fumi delle febbre mi vengono solo pensieri sparsi, qualcuno dal TG2 mi dice che quest'anno non mi sono preso l'influenza, no. Pensavo di essermela scansata, e invece a Gennaio mi tocca marcare. E' ovvio: uffici, palestre, treni, aule, supermercati, luoghi affollati... basta frequentare uno di questi luoghi per infettarsi. Quindi fino a primavera posso solo rinchiudermi in un ascetico isolamento. E invece no, per quanto orso posso essere, non posso farne a meno. Dovrò ammalarmi di nuovo. Ed ora che posso guardare la TV, nel dormiveglia, mi rendo conto, coi pochi neuroni che sono ancora vigili, che il mio coronavirus non mio impedisce di indignarmi. Eh già perché dimenticavo di dirvi che il mio virus si chiama così. Il che vuol dire che ho la febbre alta per 24 ore e poi torno alla vita col naso chiuso per altri 7 giorni e nulla più. Quindi dovrò lavorare pur sentendomi una chiavica. Per rammentarmi delle miserie umane mi rendo conto di come i miei comportamenti siano stati ormai schedati, inseriti in categorie predefinite, tanto che ormai devono essere rimasti in pochi gli Italiani dotati di neuroni non ottenebrati, se dalle 10.00 alle 17.00 le trasmissioni TV si riferiscono ad un individuo che non pensa o non vuole pensare, al più CUCINA. Si ma cucina male, ma di un male, che è buono solo se è bello, e strano. Gli ingredienti sono ormai non più di 20, e con questi 20 pezzi ci sostentiamo finché campiamo. Una volta la cucina era la fantasia al potere, ora le casalinghe ed i casalinghi sono indottrinate/i in modo da girare e voltare solo tra queste poche cose, non si sa mai ci si può confondere... E io dico: viva la purchiazza, la rucola bianca, i sivoni, le cicorie rovesciate, i colicelli,e i cardi selvatici! Poi ci sono le trasmissioni per adolescenti e ventenni mal cresciuti - evidentemente, se la loro ambizione maggiore è darsi appuntamento alle tre del pomeriggio per spiare come fa Marco a corteggiare Simona, e poi sempre Marco a corteggiare Angela, e se si farà "sgamare" (tanto, si fa ma non si dice), insomma per prendere LEZIONI da MARIA su come comportarsi stasera in comitiva, come tradurre in comportamenti sociali attivi gli insegnamenti di bellocci e vuoti, su come soffiare il ragazzo o la ragazza alle grinfie ed alle attenzioni di quall'altro o quell'altra, roba che si guarda perché non si è più in grado di fare da sé, e la cui morale è sempre la legge del più forte, l'isolamento culturale, l'egemonia dell'apparire e soprattutto il regno dell'egoismo. Allo stesso modo chi pensa di saper ballare o cantare sfida altri imberbi virgulti. Sfida. Lui sfida. Lei sfida. A tu per tu, io sono più bravo di te. Una volta si diceva braccia rubate all'agricoltura. Ma io ho troppo rispetto per i contadini per sminuire la loro antica arte e la millenaria cultura. La minuziosa distribuzione di queste idiozie, spesso passate dal canone RAI, è fatta in modo da presentarsi in modo obbligato a chi tipicamente accende la tivvù a quell'ora: la casalinga che sistema la casa, poi cucina, poi si rilassa, i bambini che tornano da scuola, i ragazzi che tornano da scuola, i ventenni che tornano dall'università, i bamboccioni che tornano dall'università, i poveracci che tornano dal lavoro da privilegiati, quello che ti permette di stare a casa alle 19.00 se c'hai culo, e non puoi fare altro che scommettere sulla "cultura generale" (e si che stiamo messi male a giudicare dalle domande...), e se sei bravo magari vinci 500.000 Euro... La TV che parla della TV in modo critico e dotto invece si chiama "TV talk" e va in onda su RaiTre la mattina verso le nove. Generalmente per stroncare nemici giurati della propria carriera televisiva o giudicare il format e quanto è fedele o meno all'equivalente Statunitense, da cui lo abbiamo importato. Sempre per il discorso dei 20 ingredienti di cui sopra... Poco altro si salva. Ma sono troppo provato, e il mio fegato mi chede una pausa, il resto alla prossima puntata. Ma dico io: la sana curiosità per quello che non si conosce, la fame di mondo, di luoghi, di persone, l'unico motivo per interessarsi a qualcosa, il vero motivo per cui stiamo al mondo, tutta questa roba dov'è andata a finire?
Stasera forse saprò se Mastella ha fatto la pace con suo fratello DiPietro, e se mamma e papà Governo hanno detto a DiPietro di chiedere scusa al fratello che piange perché lui gli ha fatto la bua. Si sa il fratello piccolo è sempre più coccolato... Chiedi scusa a tuo fratello, e dì che non lo farai più! E' vero che non lo fai più? Bravo. E ora vai a fare i compiti. I tuoi, non quelli di tuo fratello!
Non ci voglio pensare. Preferisco guardare dall'alto l'arco Alpino, scrutare con la fantasia ogni piega e ogni valle, per cercare di capire come sarà, laggiù, se ne vale la pena, andarci, se il panorama, se i paesini, se le piste, se la natura... Se questo inverno carverò (giacché io non piego, carvo) su piste e panorami da sogno.
O sei mi avrà finalmente raggiunto il virus.
11 agosto 2007
L'imprevisto
Lo aspettavo, anzi non lo aspettavo, ed è puntualmente arrivato. Il mio viaggio in Corsica non poteva prevederlo. Cosa da poco ? Penso che abbia fatto la differenza. Un amico mi ha prestato un aggeggio che non sono abituato ad usare, il bloccadisco, un affare che si attacca al disco anteriore dei freni ed immobilizza la moto, ovvero consente solo un quarto di giro alla ruota e poi si blocca. Insomma un antifurto. Pare che in Corsica le moto evaporino, tu le lasci lì e quando torni sono dissolte, direi più correttamente che si tratta di evaporazione solo per olio, benzina e liquido di raffreddamento, mentre il resto delle parti solide ovviamente sublima. Onde evitare ciò mettiamo pure il bloccadisco (mah). Peccato che se non ti ricordi di toglierlo, la moto si mette ugualmente in moto e tu poi anche avviarti, salvo poi bloccarti dopo 50 cm di marcia e cadere rovinosamente. E infatti. Mi rialzo, tutto a posto, gastimo in turco, ringrazio i passanti che si erano preoccupati che stessi bene (altra gente
) tolgo l'accidente, e via. Avevo già fatto poco più di 700 km da casa, in tutto. Dopo due giorni, nel bel mezzo della notte, al rientro da Bonifacio a Cargese (gita di giornata) il tachimetro smette di lavorare, la velocità si azzera ed il contachilometri non conta più un caz.. Era mezzanotte e c'era solo asfalto, linea bianca tratteggiata, luna piena e rocce ai lati, magari qualche cinghiale, figurati se mi fermo, do un paio di buffetti alla strumentazione, che non si riprende, ma la moto va, e io appresso. Lo riparerò. Il bloccadisco aveva infatti dato un colpetto ben assestato al cavo del tachimetro, che aveva continuato a lavorare per buona volontà, salvo appunto smettere di funzionare dopo un centinaio di kilometri. Alla luce del giorno il guaio sembrava irrisorio ma non rimediabile: cambiare il cavo (a posteriori, 25 euro porco giuda). Sono quindi andato in giro per la Corsica senza avere la più pallida idea della velocità a cui mi spostavo (desumibile solo dal tempo lunghissimo impiagato a fare kilometri noti = 50 km/h di media!), né tantomeno quanti km percorrevo in totale! Insomma la mia smania (tutta maschile...) di misurarmi con la distanza, per capire quanto sarei riuscito a reggere in un giorno, in una vacanza, due ore di seguito e così via, se ne va in fumo. Non posso più misurare nulla in termini quantitativi (le lunghezze per intenderci, antica ossessione maschile ma mica tanto solo maschile...). Ho perso il conto dei kilometri, e della velocità. Mi sono abbandonato, quindi, a quello che c'era attorno, guastando il bello che veniva senza misurare ogni cosa in quanto (quanto costa, quanto veloce, quanto tempo, quanto risparmio, quanta spesa, quanti kili ti porti a spasso, quanta gente sulla spiaggia, quante auto incontri sulla strada che non prende nessuno, etc.). Il bello è bello e basta, e se vuoi vederlo davvero devi abbandonare il metro del consumista, di chi guarda orologio e conta i soldi, e perderti. Perdersi è l'unica maniera per uscire dal guscio. Questo ho imparato. Certo, lo sapevo (è ovvio ! ;-)). Ma rendersene conto è altra cosa. Per i limiti di velocità mi sono affidato al numero di giri del motore in sesta marcia, che ho imparato a conoscere, e spero di non aver preso multe, presto verificherò se i mie conti erano giusti...
Insomma ragazzi, il posto anzi i posti che ho avuto modo di vedere valgono di gran lunga il viaggio, rocce rosse e graniti grigi, sabbia nera e colorata, fiumi con pesci lunghi un avambraccio, pini alti decine e decine di metri, monti alti oltre 2700 m, temperature sempre miti, nessuno per silometri (se scegli la strada giusta ), paesaggi lunari, deserti (vedi sotto), ricchi pascoli e animali allo stato brado (cavalli, mucche, capre, maiali, cinghiali, lepri, rapaci...), laghi, torrenti, acque cristalline turchesi, blu, celesti, lattiginose e trasparenti, per tutti i gusti. La gente... a me il francese (come lingua) è sempre piaciuto, direi che in bocca ad una donna la fa immediatamente diventare estremamente interessante ai miei occhi ;-) ho potuto conversare con Sebastien il pioniere della viticoltura biologica (Dio che vermentino!), e sua madre, il ritratto di Segolene... con Nathalie, e Mimi la cuoca, e tutti i mototuristi che come me salutavano, lampi di fari e dita a V..., e Joao il chitarrista cantautore Brasiliano vagamondo che ho incontrato sulla nave con cui abbiamo suonato fino all'una di notte (il giorno dopo sveglia alle cinquemezza ), e ora siamo fratelli.
Senza l'imprevisto sarebbe forse stato diverso.
Ora Janiça torna a parlarmi come prima, la lancetta sale, il tachimetro gira. Al prossimo viaggio mi sa che stacco il cavo prima di partire ;-)
Insomma ragazzi, il posto anzi i posti che ho avuto modo di vedere valgono di gran lunga il viaggio, rocce rosse e graniti grigi, sabbia nera e colorata, fiumi con pesci lunghi un avambraccio, pini alti decine e decine di metri, monti alti oltre 2700 m, temperature sempre miti, nessuno per silometri (se scegli la strada giusta ), paesaggi lunari, deserti (vedi sotto), ricchi pascoli e animali allo stato brado (cavalli, mucche, capre, maiali, cinghiali, lepri, rapaci...), laghi, torrenti, acque cristalline turchesi, blu, celesti, lattiginose e trasparenti, per tutti i gusti. La gente... a me il francese (come lingua) è sempre piaciuto, direi che in bocca ad una donna la fa immediatamente diventare estremamente interessante ai miei occhi ;-) ho potuto conversare con Sebastien il pioniere della viticoltura biologica (Dio che vermentino!), e sua madre, il ritratto di Segolene... con Nathalie, e Mimi la cuoca, e tutti i mototuristi che come me salutavano, lampi di fari e dita a V..., e Joao il chitarrista cantautore Brasiliano vagamondo che ho incontrato sulla nave con cui abbiamo suonato fino all'una di notte (il giorno dopo sveglia alle cinquemezza ), e ora siamo fratelli.
Senza l'imprevisto sarebbe forse stato diverso.
Ora Janiça torna a parlarmi come prima, la lancetta sale, il tachimetro gira. Al prossimo viaggio mi sa che stacco il cavo prima di partire ;-)
15 luglio 2007
odi ed amo
Rompo il lungo silenzio con questo intervento che forse è più uno sfogo che altro, potete smettere di leggere qui ><
odio la gente, amo le persone. C'è qualcosa di umano nell'amare l'altro e l'altra nella misura in cui ti assomiglia, e nella misura in cui è altro da te e per questo ti attrae, ti interessa. Per le stesse identiche ragioni è umano scontrarsi con quella differenza, motivo di incomprensione, così come si combatte contro quello che vedi dentro di te e che non ti piace, ciò che ti assomiglia. Odio ciò che è tanto diverso da me da rendere impossibile la relazione, e ciò che mi assomiglia tanto da fuggire ogni rapporto con il me stesso che non vorrei. Per lo stesso motivo un minuto prima ed un minuto dopo amo costui e costei, salvo tornare ad odiare...
A cosa porta tutto questo ? non lo so. Non ho morale preconfezionata, non conosco la regoletta da propagandare a tutti voi, il decalogo dei comandamenti, non c'è rettitudine nei miei atteggiamenti, vorrei solo riposare... sono stanco di tutto questo, sono stufo di dover, aver, pensar, organizzar, fingere simulare aspettare correggere ciò che umanamente mi porterebbe ad alzare un dito della mano e a troncare ogni rapporto ed allo stesso tempo vorrei abbracciare ed amare, e forse avrei solo bisogno di uno scontro, per rendermi conto che sono ancora vivo, che respiro, per rompere la bolla attorno a me, darmi un senso, sapere, immaginare, mi accontenterei anche solo di poter sognare...
26 maggio 2007
io non volevo parlare di politica
però... ragazzi in questi giorni non so davvero dove buttarmi. Il PD ha coinvolto Marco Follini nella scrittura del suo manifesto politico, i 45 saggi pare siano 15 in quota DS, 13 Margherita, i restanti Prodi (Follini compreso?). Nessun fabbro, falegname, professore, imprenditore, nessuno che faccia un lavoro normale... Temo si stia resuscitando l'oligarchia dorotea della DC... LA SD intanto è un movimento con un Presidente ed una certezza: sa cosa NON vuole essere. Dunque?
Lasciamo perdere che mi infilo in un vicolo cieco.
Intanto signori venerdì 1 giugno vado a Taranto a sentire Bappa Grillo, e spero davvero che in un Comune come quello di Taranto, che meriterebbe un fumetto settimanale tutto suo ed una serie di puntate di Report, Chi l'ha visto, e Un giorno in Pretura, TRE giorni dopo il voto per l'elezione della prossima amministrazione Comunale, Beppe abbia il coraggio di dirne quattro ai tarantini, che si sveglino un po' a far rinascere questa città che ai tempi dei greci fondatori era di gran lunga più ricca, più bella, e più considerata dal resto del mondo.
Seguirà reportage dettagliato (ma non troppo... pensavate di poter evitare di pagare il biglietto? sono solo 20 euro... ANDIAMO SU!).
Ciao...
04 aprile 2007
un po' di sano populismo!
Chissà perchè gli anni passano per tutti ma non per me. Eh già! Nonostante i capelli inbianchino e il fiato manchi sulle salite, mi prende ancora un morso allo stomaco quando sono costretto a constatare la realtà attorno a me, il declinare apparentemente inesorabile degli usi, il finto progressismo, il falso riformismo, il nuovismo a tutti i costi, la falsità, e ciò che è più grave, di fronte a tutto questo, la reazione generale di rassegnazione ed omologazione dei più. Il reflusso del privato, il campicchiare, l'accontentarsi, il sorridere sornione ai mali del nostro paese come se fossero parte del carattere di un personaggio della commedia napoletana, sono parte del nostro atteggiamento quotidiano...
E allora come avrebbe fatto il più consumato imbonitore di folle, anche Jack si lancia in questa crociata all'arrembaggio delle menti semplici, a mo' di slogan facili e - diciamo - consumati, nella speranza che qualcuno, tra le righe, sia capace di leggere anche qualcosa di più. Magari che possa sentire anche lui (o lei) il morso alla bocca dello stomaco. Che esca per la strada, Che provi a costruire il paese dove vorrebbe vivere.
Altrimenti si meriterà tranquillamente quello in cui si trova.
Amen.
* * *
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
fa l'amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un'avventura.
Sempre libero e vitale
fa l'amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un'opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche avere un'opinione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l'uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l'entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un'invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l'entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un'invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.
[Giorgio Gaber - La Libertà]
25 marzo 2007
il ghiaccio sulle gemme schiuse
il freddo avvolge ancora come una coperta la femminilità della natura che mostra le sue grazie alla terra feconda, siamo in anticipo di un mese rispetto agli scorsi anni, i mandorli sono fioriti, i peschi, la gialla rucola nei campi incolti annunciano che sta arrivando la primavera, ma se esci col sole in fronte e conti di tornare a casa dopo il tramonto faresti meglio ad avere un tasca un cappello di lana... eppure le gemme della vite si schiudono sfidando le gelate notturne per propiziare una vendemmia ricca e di cui sto già pregustando il nettare... si insomma ragazzi ditemi che non sentite che sta arrivando la stagione dell'amore, io non ci credo.
La luce invita a starsene fuori, a gustare tutta questa bellezza fino all'ultimo sorso, a pensare alla prossima vacanza, al motore di Janiça che gira rotondo e la lingua d'asfalto di guida su una piega dietro la quale si nasconde un panorama nuovo con altri colori, altri fiori. Quale orrore del mondo può nascondere tutto questo ? Cosa può metterti davvero di cattivo umore se riesci ancora a guardare i giochi nei colori delle nubi, il verde intenso delle colline lontane, gli ulivi che si apprestano a presentare i loro frutti neri come la pece ? L'ottusità delle persone, l'individualismo, la incapacità di comunicare, di mettersi in discussione, di mediare i propri interessi con quelli altrui a volte mi costringe a ritenere che questo piccolo piccolo paese che è l'Italia non abbia speranza, non voglio più guardare un telegiornale e pago il canone solo per Report e le inchieste di Iacona, ma non si può essere pessimisti quando la natura ti chiama ancora a guardare avanti: il popolo della vita si sta mettendo in marcia, qualcuno corre già, altri si stiracchiano dopo mesi di freddo (...), e tu che fai ? Ti lamenti ? Stai a guardare ?
Avanti, alza gli occhi e guardati attorno !
Ah, quasi dimenticavo, per fortuna dopo un inverno di jazz quasi assente finalmente i teatri, i clubs e i locali si ricordano che la gente torna a mettere il naso fuori di casa, e allora devo salutare con la lacrimuccia la riapertura di un locale che ha fatto la storia del jazz nella nostra Puglia: il Jazz e Dintorni di Mola di Bari. Ora riapre presso la bellissima Masseria Spina a Monopoli, ma mi dicono che il taglio non è esattamente alto quanto quello del vecchio buco nel centro storico di Mola che ha ospitato i grandi del jazz contemporaneo, per 20 persone al più... E poi ringraziamo l'Onnipotente che a Gioia del Colle ci siano un manipolo di pazzi che, nel bene e nel male, ogni mese fanno suonare i grandi grandi grandi per al massimo 100 persone, in una cantina che era un forno del 1500. Mi riferisco a Ueffilo, dove la scorsa settimana ho potuto ascoltare le acrobazie sonore di Frank Gambale, Alain Cairon e Otmaro Ruiz (la vera sorpresa per me, un pianista davvero sopraffino). Nel mese di Maggio addirittura due date da urlo: Mike Stern e Bob Mintzer!
Bene, ora anche il vecchio Jack si stiracchia e va a godersi il bel sole, casco in testa ben allacciato, luci accese anche di giorno, e prudenza, SEMPRE ! ;-)
21 gennaio 2007
Keep on running

Dove sto andando ? Chi mi accompagna ? Voglio davvero essere qui ? Cosa ho a che fare con questa gente che ride, banalizza, si adegua, e generalmente respira e nulla più ? Sto costruendo qualcosa ? Ne vale la pena ? Sto sbagliando ? Perchè l'Onnipotente non mi da un segno di lassù, almeno per recuperare questo agnostico alla fede, voglio - davvero - tuttoquesto ?
Ma non posso mollare, devo correre con gli altri, se mi fermo verrò travolto, guarda avanti, guarda dovemettipiedi diamine, cadere non si può, sbagliare, morire non è consentito.
Come l'arrivista di Match Point senza la carica di arrivismo vesto l'abito che mi dipingono addosso ma il ritratto di Dorian invecchia e si abbruttisce delle nefandezze che solo tu sai...
Basta volere intensamente per far si che qualcosa accada ? E allora TU dove sei... dove sei andata, perchè è così che deve essere ? Deve essere o deve essere ? Può essere COSI' ?
Voglio svegliarmi Voglio svegliarmi Voglio svegliarmi Voglio svegliarmi Voglio svegliarmi SVEGLIATIIIIIII !!!!
01 dicembre 2006
16 luglio 2006
la scelta
...occhei, occhei, forse sono stato un po' sibillino, va bene... effettivamente cosa c'entrano tutti questi strani messaggi, queste immagini, con la seconda volta ? cosa hanno a che fare con la mia vita attuale, passata o futura ? ecco, io credo di aver avuto un privilegio il giorno in cui per futili motivi, senza pensare, ho avviato questo blog: ripetere le mie scelte. Rivivere quello che ho già fatto, fare tutto una seconda volta facendo, questa volta, tesoro di quello che scegliere per la prima volta ha determinato nella mia vita, in modo da orientarla verso una direzione più... diciamo... piena. E' il web, il posto che non c'è, dove ci si può permettere di essere qualcun altro, o essere se stessi in un altro dove o in un altro quando. Io qui dentro voglio essere di nuovo me stesso, tutto qui, e quindi voglio essere un altro, cioè io.
Chiaro no ?
Adesso allora è il caso di svelare qualche piccolo arcano (pochi però, gli altri la prossima volta! ;-))
Boris Vian è un poeta che ha vissuto anche di musica, in parte, ha amato il jazz dei suoi contemporanei ed in particolare il be bop (non vi spiegherò cos'è il be bop, merita un capitolo a parte ;-) l'ho ascoltato per la prima volta in TV, 10 anni fa forse, era una voce fuori campo che leggeva qusto testo (in italiano) mentre un treno passava per le parti più impervie della Sardegna, prima e dopo la poesia la musica del festival jazz di Sant'Anna Arresi o di Berchidda, e per inciso anche uno spezzone di uno degli ultimi concerti di Miles Davis. Questo tentativo ultimo, che mi sembrava assolutamente coerente col personaggio (Davis) di vivere ogni cosa intensamente, mi sembrava descrivere alla perfezione il modus vivendi di molti artisti ed in particolare di tantissimi jazzisti; Davis era uno di questi, come anche Charlie Parker, essi avevano seguito la stessa regola della poesia di Vian, ognuno a modo suo, s'intende. E infatti Parker era crepato dopo aver infilato il suo "zobe" in ogni angolo strano e bizzarro (sul serio...), dopo aver percorso tutta la musica che conosceva da sopra sotto e all'incontrario (soprattutto), con la foga e l'urgenza espressiva di chi pensa già oltre nel momento stesso in cui si sta esprimendo, di chi con le dita e con il soffio non riesce a star dietro alla propria ispirazione (leggasi in proposito Scrivere Bop del grande Jack Kerouak). Davis invece aveva fedelmente visto oltre, ascoltato tutto, ed aveva trasportato la musica in un altro posto, facendo la sintesi di tutto il mondo che lo circondava e lo interessava, 5 anni costantemente in anticipo rispetto al resto del panorama musicale a lui contemporaneo, che poteva solo inseguirlo, se ci riusciva.
Tutta questa bellezza, allora, uniformemente diffusa sul globo merita davvero di essere scovata, accarezzata, succhiata, prima che sfugga via, prima che svanisca o che non si faccia più a tempo a vederla.
Quello che oggi cerco è anche questo, come tutti gli artisti (ebbene si, mi ascrivo anch'io...) cerco il bello, ma anche il brutto, cerco solo di fare tutto quanto MIO (ultimo riferimento bibliogarfico, sul tema della ricerca del bello e del relativo pellegrinaggio, reale e figurato: Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse).
Questo è il frutto delle mie scelte, e delle scelte che non ho compiuto, semplicemente rimandando il momento di farle. La domanda è questa: voglio conoscere ? o meglio: voglio comprendere ? La via suggerita da Boris Vian è chiara, ed io per tanto tempo ho forse seguito una strada diversa, scegliendo di non scegliere, in molti casi. Ora che il massiccio peso delle mie scelte e delle mie non scelte si fa sentire in tutta la sua pesante inconsistenza (leggasi Kundera.... e due!), nelle sue drammatiche quanto impevedibili conseguenze, mi rendo conto che è giunto il momento di scegliere, perchè ho passato la linea d'ombra (e tre....) e non posso più nascondermi, non troverò più ad aspettarmi l'occasione d'oro, il buon Samaritano, la bella zingara, il ricco mercante, il fuoco sacro e la musa ispiratrice. Ora so che scegliere di fare è prioritario rispetto a scegliere di non fare, magari scegliere di sbagliare anche, ma tutte le scelte non compiute ora sono davanti a me e mi ricordano che il tempo passa e non mi aspetterà più. Ora che scelgo per la seconda volta, lo so.
Perciò ora tocca anche a te: quando lui ti chiederà, lei ti dirà, quando il sole nascerà ancora, uguale a ieri, tu potrai come tutti i giorni scegliere... : domani, allora, cosa sceglierai......
06 luglio 2006
10 giugno 2006
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