09 dicembre 2010
31 ottobre 2010
Perché non vado a Firenze
Sarò breve, così non vi prendo a lungo per il sedere. Non ci vado perché ho importanti impegni familiari e domestici da cui non posso distrarmi.
Ma sarei voluto essere lì.
Sono contento solo perché conosco già gli effetti di questa strana patologia che prende chiunque partecipa sinceramente ad una iniziativa politica stimolante come quelle a cui ci ha abituati Pippo. Un minuto dopo sei lì a parlare fitto fitto con i tuoi compagni di circolo, per cercare di mettere su una iniziativa, avviare un percorso, realizzare le mille idee che hai visto nelle mani di altri. Perché ci si rende conto che non è impossibile, né davvero complicato, visto che c'è già qualcuno che l'ha fatto. Assistere alla rivoluzione culturale di Torino Sistema Solare, che usa la musica come vettore di un cambiamento culturale, leva per l'inclusione sociale, per passare messaggi di progresso, contribuire al cambiamento. Quando hai sentito Max raccontarti come hanno fatto a Torino ti viene in mente che si può fare anche a casa tua, che puoi coinvolgere il Momart, il Kismet, Recidivi, il Macello Comunale come contenitore culturale, alcuni operatori del settore dello spettacolo che ben conosci, e provarci. Basta farli incontrare. E il partito non può essere timido di fronte a queste opportunità, deve saper preparare il palco e non salirci per primo, magari non mettere nemmeno la bandiera, perché non troverebbe la partecipazione degli altri attori, ma creare le condizioni per favorire questa collaborazione anche in forma stabile, a beneficio del partito MA ANCHE degli operatori della comunità che attivano un rapporto con esso. Questo filo va rinforzato, coltivato, in modo che col tempo diventi una abitudine, una presenza costante, un suono di sottofondo, una necessità, prevedibile come il giorno e la notte, a tal punto che se un giorno venisse meno ci sarebbe una forte domanda sociale di ripristino.
Ho voluto fare solo un esempio, ma ad Albinea, al campeggio di ANDIAMO OLTRE, a Torino, in occasione della Festa Democratica Nazionale, all'evento di MOVE ON, ne ho visti e sentiti tanti, ed ho pensato sempre "posso farlo", "possiamo ripeterlo anche da noi", "anche in Puglia c'è . e c'è .. posso chiamarli!".
C'è l'obbligo della conseguenza.
C'è l'urgenza del cambiamento. Attenzione.
Gli stimoli vanno coltivati, le risposte vanno date, la fame di fare va saziata.
E' questo che mi aspetto da Firenze, so già che Civati e Renzi potranno solo stendere il tappeto rosso, porgere il microfono, creare le condizioni per accendere il fuoco in ognuno e tutti, ma i protagonisti saranno gli zaini. Quelli sulle spalle di chi parteciperà, che porterà con se il bagaglio di idee, di esperienze, l'attivismo civico, la buona politica, le buone pratiche amministrative, le collaborazioni, tutto questo può essere messo in rete. E loro lo sanno, e solo questo conta. La rete delle persone è la rete delle idee. E le idee sono quel capitale che si riproduce da solo, se ha la rete. L'idea da sola muore, Ma una sinapsi è nuova vita per le idee.
Rottamare, rinnovare, cambiare le prassi peggiori, smontare i baronati, svincolare i servaggi, si, vabbè ci sarà anche questo, ma saranno corollari. Lasciamo dire ai giornali quello che riterranno di vedere. Non possiamo governarli, non lo vogliamo. Ma è già successo, lo abbiamo visto: qualcuno è venuto ad Albinea, a Firenze, ed ha visto oltre la scorza, si è chiesto se davvero qui non ci sia il crogiuolo del cambiamento, la sostanza che serve a motivare la rifondazione della politica su un nuovo patto con la comunità. Tanti ci provano, noi possiamo solo sperare che ci riescano TUTTI, perché anche se siamo di PARTE ci interessa che tutte le parti sappiano vedere con nuovi occhi.
Quindi attenti voi che ci andate, a Firenze: non è gratis, non lascia indifferente, non puoi tornare alla tua vita, dopo, come se niente fosse. Costa impegno, bile, conseguenze.
Io spero nelle conseguenze. Conseguenza è speranza.
Divertitevi amici, ci rivedremo ancora.
17 ottobre 2010
Nonza
14 ottobre 2010
Gerontocrazia
"Il termine gerontocrazia indica un sistema politico in cui il potere è detenuto dagli anziani. Essa si fonda sul grado di influenza ed autorevolezza che generalmente viene attribuito agli anziani, sul presupposto di una loro maggiore esperienza e di una riconosciuta probità.
(omissis...)
Nell'ambito della politica moderna occidentale il termine viene usato, con intento polemico, per indicare l'età media molto avanzata degli uomini politici. Etichettando un governo democratico come gerontocrazia si intende stigmatizzare lo scarso ricambio della classe dirigente e la lentezza della carriera politica. Di norma si sottointende che entrambi i sintomi siano causati da un sistema politico fortemente clientelare."
Vi ricorda qualcosa ?
09 ottobre 2010
campagna per l aproroga degli incentivi del 55% per le ristrutturazioni edilizie con efficientazione energetica dell'immobile
+ + +
Ecco la lettera aperta-appello rivolta al neo Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per chiedere la proroga delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi edilizi volti all’efficienza energetica degli edifici che sono in scadenza il prossimo 31 dicembre. Leggete, aderite e diffondete.
Paolo Romanie pc Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi
Da più parti, e da diverso tempo, si sono susseguiti appelli e inviti al Governo per una proroga di questa agevolazione fiscale: prima le associazioni di categoria del settore, poi i sindaci e le Regioni, infine le commissioni Ambiente e Trasporti della Camera. Anche su internet i si è avviata da tempo una mobilitazione per la conferma del 55%. Più recentemente lo stesso Governo, per bocca del sottosegretario all'Economia e alle Finanze, Luigi Casero, ha riconosciuto la bontà di questa misura di incentivazione che peraltro - secondo i dati diffusi dalla Federazione Industrie, Prodotti, Impianti e Servizi per le Costruzioni - in 4 anni ha permesso un ritorno complessivo per il Sistema Paese di quasi 4 miliardi di euro superiore alla cifra non incamerata dallo Stato.
Si tratta di un provvedimento che ha reso possibile ai cittadini italiani di far eseguire interventi, spesso molto onerosi, di riqualificazione energetica delle proprie case contribuendo così non solo a evitare tonnellate su tonnellate di emissioni nocive in atmosfera, ma anche a diminuire la loro bolletta e far risparmiare al nostro Paese complessivamente circa 4500GW di energia. Gli incentivi hanno favorito lo sviluppo in questi anni del settore dell'efficienza energetica: gli interventi su finestre, caldaie, pannelli solari, ma anche soluzioni di isolamento termico delle pareti e dei tetti hanno reso possibile alle aziende più innovative e dinamiche del settore dell'edilizia di continuare a lavorare e crescere anche in questo momento di crisi. Senza la conferma del 55% il prossimo anno, il solo comparto dei serramenti si ridimensionerebbe di circa 1 miliardo di euro (dati UNCSAAL).
Non solo: le modalità di trasparenza nei pagamenti, e di rendicontazione all'ENEA hanno garantito da un lato l'emersione di migliaia di rapporti economici, in un settore ancora caratterizzato dalla presenza di ampie zone "grigie", dall'altro la contabilizzazione degli interventi in vista dell'obbiettivo di risparmio energetico fissato dal Piano d'Azione nazionale (42.000gw entro il 2016). Gli obiettivi europei di sostenibilità saranno molto difficilmente raggiungibili senza la conferma e la rimodulazione della detrazione del 55%.
Per queste ragioni chiediamo che uno dei suoi primi atti da Ministro alle Attività produttive sia la proroga delle agevolazioni del 55%.
18 ottobre 2009
Le Primarie del Partito Democratico in Puglia. Collegio 4.
Può votare chiunque, anche i non tesserati al PD, esibendo la tessera elettorale rilasciata dal Comune di residenza, e votano anche i ragazzi da 16 anni in su.
Ci sono tanti motivi che mi hanno spinto a fare questo passo, e ci sono anche buone probabilità che riesca ad essere eletto se sapremo essere in tanti, chi vule saperne di più può visitare questa pagina:
http://www.facebook.com/event.php?eid=169031929232
C'é una descrizione dei 4 candidati in lista, alcuni link di approfondimento e le motivazioni per votare per le Primarie del PD, e per scegliere Ignazio Marino.
“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” (Mohandas Karmchand Gandhi)
Ad maiora.
J
20 agosto 2009
torno
il margine erboso si volta a guardare
chi passa...
nessun rumore molesto
solo il suono della vita
accompagna chi cammina in cerca
del nuovo.
Presto l'aria fresca bagnerà
il mio capo
del profumo della macchia
il sole lascerà una striscia arancio
in mezzo al cielo
nascondendo il suo tramonto dietro una nube
bassa
e azzurra.
Cosa puoi chiedere ancora...
al mondo ?
Un rocco, ed un albero di fichi
che s'offre sulla strada,
per te.
Senza prezzo.
Senza parole.
Cri cri...
19 agosto 2008
il viaggio
26 febbraio 2008
pillole di saggezza...
23 febbraio 2008
so long...
01 gennaio 2008
Prost neujahr
17 dicembre 2007
Christmas time again
03 dicembre 2007
Time Zones
Anni fa un festival come questo ha ospitato David Sylvian e Robert Fripp insieme in un piccolo auditorium, così come ha consentito al solo David Sylvian di incantare il pubblico del Palatour Perla (sono daccordo, il nome fa schifo...), ed ha fatto conoscere al pubblico italiano il genio di Ryuichi Sakamoto quando per tutti era solo un tipo strambo che faceva le colonne sonore per i film con Duca Bianco. Cercare al limite la musica possibile vuol dire a volte sbagliare, trovar eil brutto o l'improbabile, il difficile, ma quale garanzia ci può essere di miglior ricerca se non quella che i risultati saranno giudicati con l'occhio del tempo ? Chi avrebbe mai permesso a Charlie Parker di suonare dopo averlo sentito per la prima volta ? E quante mazzate ha forse preso il povero Ornette Coleman dai clubs del Texas prima di essere riconosciuto per quell'innovatore che è stato acclamato la scorsa estate anche qui, a Monopoli, in un concerto memorabile ? La verità è che i concerti di Time Zones non sono tutti belli, e ci si può solo innamorare della musica che ci passa dentro oppure odiarla a morte. Questo marchio da vent'anni garantisce alle orecchie di chi si reca ad ascoltare la garanzia di poter seguire, volendo, una nuova direzione, di cercare e trovare un altro suono o perfino di ascoltare per la prima volta consapevolmente il silenzio... Anche quest'anno è stato così, il festival burlone, si è mosso ai limiti, ma forse si è appiattito un po' su alcuni generi, su un sound più ortodosso, direi elitario, perché la musica è tanta. Penso a quello che porta in giro Dee Dee Bridgewater che ha risuscitato un interesse autentico per la musica Marienne di origine africana, passata anche lei questa estate dalla Puglia (Mavù). Il Time Zones non stupisce più come una volta, ma ha selezionato i propri orecchi più affezionati ed ha preso una direzione. Forse avrebbe potuto guardare più lontano, ma anche queste scelte, filologicamente inappuntabili, sono figlie di una direzione artistica coerente. E la rispetto.
Quello che Bobby Previte (foto) ha suonato con i suoi amici presi da ogni angolo d'Europa (compresa Bari...) è stato ad esempio un concerto che non si può definire in modo compiuto. Semplicemente energia allo stato puro, libertà e rigore, soffio e urlo. Gianluca Petrella ha fatto la sua parte, ma come comprimario tra grandi. Previte ha sicuramente dominato, senza risparmiarsi. E in barba a chi pensa che certo free si possa suonare ad minchiam tutte le parti erano scritte, e non in gesti, diminuenendo o altro, nossignore, erano crome, minime e semibiscrome con tutte le pause al posto giusto. Il caro vecchio pentagramma insomma.
Ad averne concerti così.
E festival di questa fattura...
All'anno priossimo.
01 dicembre 2007
e di sicuro ci sarà tempo...
Allora andiamo, tu ed io,
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo
E ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche;
Strade che si succedono come un tedioso argomento
Con l'insidioso proposito
Di condurti a domande che opprimono...
Oh, non chiedere « Cosa? »
Andiamo a fare la nostra visita.
Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.
La nebbia gialla che strofina la schiena contro i vetri,
Il fumo giallo che strofina il suo muso contro i vetri
Lambì con la sua lingua gli angoli della sera,
Indugiò sulle pozze stagnanti negli scoli,
Lasciò che gli cadesse sulla schiena la fuliggine che cade dai camini,
Scivolò sul terrazzo, spiccò un balzo improvviso,
E vedendo che era una soffice sera d'ottobre
S'arricciolò attorno alla casa, e si assopì.
E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito
Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.
E di sicuro ci sarà tempo
Di chiedere, « Posso osare? » e, « Posso osare? »
Tempo di volgere il capo e scendere la scala,
Con una zona calva in mezzo ai miei capelli -
(Diranno: « Come diventano radi i suoi capelli! »)
Con il mio abito per la mattina, con il colletto solido che arriva fino al mento,
Con la cravatta ricca e modesta, ma asseríta da un semplice spillo -
(Diranno: « Come gli son diventate sottili le gambe e le braccia! »)
Oserò
Turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà
Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?
E ho già conosciuto le braccia, conosciute tutte -
Le braccia ingioiellate e bianche e nude
(Ma alla luce di una lampada avvilite da una leggera peluria bruna!)
E' il profumo che viene da un vestito
Che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate a un tavolo, o avvolte in uno scialle.
Potrei rischiare, allora?-
Come potrei cominciare?
. . . . . . . . . . . .
Direi, ho camminato al crepuscolo per strade strette
Ed ho osservato il fumo che sale dalle pipe
D'uomini solitari in maniche di camicia affacciati alle finestre?...
Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli
Che corrono sul fondo di mari silenziosi
. . . . . . . . . . . . .
E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata... stanca... o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e, i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,
Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po' a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l'eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze, la marmellata e il tè,
E fra la porcellana e qualche chiacchiera
Fra te e me, ne sarebbe valsa la pena
D'affrontare il problema sorridendo,
Di comprimere tutto l'universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda che opprime,
Di dire: « lo sono Lazzaro, vengo dal regno dei morti,
Torno per dirvi tutto, vi dirò tutto » -
Se una, mettendole un cuscino accanto al capo,
Dicesse: « Non è per niente questo che volevo dire.
Non è questo, per niente. »
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? -
E' impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
« Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire. »
. . . . . . . . . . .
No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo;
Io sono un cortigiano, sono uno
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l'avvio a una scena o due,
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo,
Deferente, felice di mostrarsi utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di nobili sentenze, ma un po' ottuso;
Talvolta, in verità, quasi ridicolo -
E quasi, a volte, il Buffone.
Divento vecchio... divento vecchio...
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo.
Dividerò i miei capelli sulla nuca? Avrò il coraggio di mangiare una pesca?
Porterò pantaloni di flanella bianca, e camminerò sulla spiaggia.
Ho udito le sirene cantare l'una all'altra.
Non credo che canteranno per me.
Le ho viste al largo cavalcare l'onde
Pettinare la candida chioma dell'onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l'acqua bianca e nera.
Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d'alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.
28 novembre 2007
cara amica, il tempo prende il tempo da...
27 ottobre 2007
tuto sbagliato, tutto darrifàre
23 ottobre 2007
coronavirus
11 agosto 2007
L'imprevisto
Insomma ragazzi, il posto anzi i posti che ho avuto modo di vedere valgono di gran lunga il viaggio, rocce rosse e graniti grigi, sabbia nera e colorata, fiumi con pesci lunghi un avambraccio, pini alti decine e decine di metri, monti alti oltre 2700 m, temperature sempre miti, nessuno per silometri (se scegli la strada giusta ), paesaggi lunari, deserti (vedi sotto), ricchi pascoli e animali allo stato brado (cavalli, mucche, capre, maiali, cinghiali, lepri, rapaci...), laghi, torrenti, acque cristalline turchesi, blu, celesti, lattiginose e trasparenti, per tutti i gusti. La gente... a me il francese (come lingua) è sempre piaciuto, direi che in bocca ad una donna la fa immediatamente diventare estremamente interessante ai miei occhi ;-) ho potuto conversare con Sebastien il pioniere della viticoltura biologica (Dio che vermentino!), e sua madre, il ritratto di Segolene... con Nathalie, e Mimi la cuoca, e tutti i mototuristi che come me salutavano, lampi di fari e dita a V..., e Joao il chitarrista cantautore Brasiliano vagamondo che ho incontrato sulla nave con cui abbiamo suonato fino all'una di notte (il giorno dopo sveglia alle cinquemezza ), e ora siamo fratelli.
Senza l'imprevisto sarebbe forse stato diverso.
Ora Janiça torna a parlarmi come prima, la lancetta sale, il tachimetro gira. Al prossimo viaggio mi sa che stacco il cavo prima di partire ;-)



